sabato 13 luglio 2019


Maria Maddalena PANUNZI – “Un catalogo speciale” (racconto breve)






 

 La rubrica dedicata ai racconti brevi, cui questo blog ha dato vita a più riprese negli anni passati, riprende nel periodo estivo con appuntamenti settimanali fino ai primi di agosto.

I testi selezionati provengono dal premio letterario “Incrociamo le penne” edizione 2018, dove gli autori sono stati invitati a misurarsi sul tema “E se domani…”. Il concorso è stato organizzato dalle associazioni culturali “L’Abbraccio” e “ONA Aprilia”. Un ringraziamento particolare va a Veruska Vertuani.

Il brano pubblicato quest’oggi è Un catalogo speciale, con cui Maria Maddalena Panunzi ha ottenuto la Menzione di Merito. (c.b.)





Un catalogo speciale 
Bernardo O. De Bernardis non era certo nato, come suol dirsi, sotto una buona stella. Negli anni dell'adolescenza, della giovinezza e maturità, non aveva brillato praticamente in nulla e si era, per così dire, ritratto dalla vita. Anche a voler indagare, non si potrebbero trovare le cause di tale carente vitalità: affetto e cure materne ne aveva avute a sufficienza, e dal padre aveva ereditato una discreta intelligenza e propensione per gli affari, che non aveva saputo però mettere a frutto fino in fondo a causa di un carattere apatico e tendenzialmente sospettoso. Ragioniere presso un'azienda ortofrutticola, passava il tempo migliore della sua vita rintanato in un buco di ufficio, nell'unica esaltante attesa della retribuzione mensile, che accumulava con maniacale sollecitudine.
Parrebbe inutile a questo punto, per quanto anticipato, raccontare della banale esistenza di B. O. (O. sta per Orazio), senza il rischio di tediare il lettore con una insulsa storia. Ma le storie, anche quelle più banali, sono in grado di evolvere, senza che si possa immaginare, verso un finale inatteso, e questo grazie all'ineffabile mistero della vita, a quel che di inaspettato in cui può imbattersi dietro l'angolo ciascuno di noi, e che nessuno sarà mai del tutto in grado di prevedere.
Torniamo ora alla vuota, scialba esistenza di Bernardo O. D. B.
La sua personalità, contrassegnata da una totalizzante propensione all'avarizia, unico aspetto del carattere che emergesse nelle relazioni con gli altri e con sé stesso, aveva impresso su di lui un marchio ineluttabile, quasi un “odore” stantio di spilorceria.
Non che la cosa gli desse pensiero. La sua smania di possedere tutto senza rischiare nulla era la stella polare della sua piccola esistenza. Potremmo definirlo, a ben guardare, un moderno Arpagone, il protagonista dell'Avaro di Molière, che per fuggire dall'imprevedibilità irrimediabile dell'esistenza, tendeva a mettere, oltre ai suoi tesori, la sua stessa vita in cassaforte. E in fin dei conti, per Bernardo, una cassaforte era diventata anche la sua casa.
Il piccolo appartamento dove abitava, con l'intera mobilia, l'aveva ereditato dai genitori, e in seguito si era ben guardato dall'effettuare cambiamenti, così da evitare costosi e inutili esborsi.
Unica spesa concessa alla sua spilorceria, a parte l'aggiunta quasi a costo zero del secondo nome (fittizio) Orazio, vezzosamente trascritto con una O. puntata sui pochi e ormai consunti biglietti da visita, era il massiccio rumoroso chiavistello col quale, appena rientrato dal lavoro, sbarrava la porta di casa al mondo esterno.
E unico rimedio al suo isolamento era il poggiare l'occhio sullo spioncino al rincasare dell'odiato dirimpettaio, che giudicava fastidiosamente esuberante e spendaccione. In verità, Bernardo O. D.B. era anche invidioso, non solo delle cose che non possedeva, ma della stessa vita degli altri, sentimento che lo rodeva come un continuo fastidioso tarlo.
Per dirla tutta, non c'era nulla che gli importasse veramente se non di rimanere vivo, evitando ogni pericolo in agguato nella vita esterna; nulla che valesse la spinta vitale: l'amore ad esempio, anche se a tutti gli effetti, come uomo, non fosse del tutto da buttare via. Il fatto era che la questione matrimonio non lo aveva mai convinto. L'unica ragazza verso la quale gli era sembrato di sentir aleggiare un tiepido venticello amoroso, era stata alla fine scartata in base a un ragionamento di incontestabile prudenza: la vita a due sarebbe costata una cifra spropositata, e i figli, non ne parliamo, lo avrebbero di certo spolpato delle sue non esaltanti ricchezze così faticosamente accumulate.
Nel suo prevedibile tragitto giornaliero casa ufficio casa c'era una sola persona con la quale riuscisse a scambiare un minimo autentico dialogo: l'anziana portiera dello stabile, che settimanalmente, per pochi soldi, faceva un po' di pulizie e gli preparava una scorta di cibo.
Proviamo a descrivere, per quanto è in seguito emerso dalle notizie su Bernardo O. D. B., il dialogo tipo tra i due:
“Dottor De Bernardis”, così iniziava sempre la donna (sentirsi chiamare dottore solleticava moltissimo quello strano condomino), “per questa settimana avrei in mente di prepararle una purea di patate e piselli con fegatelli di maiale, che potrà tenere in frigo per vari giorni”.
Risposta di Bernardo O.D.B.:
“a che prezzo starebbero oggi i fegatelli in quel diavolo di mercato di via Roma? Perché nel caso costassero come la scorsa settimana, potrebbero anche andarmi di traverso, no grazie, basterà una frittatina di cipolle e... due foglie d'insalata, per il resto si vedrà”.
Non c'era molto altro nella loro conversazione, salvo, alla fine del pasto, quelle poche volte che l'anziana tornava a rigovernare e lo trovava ancora seduto al tavolo, la prevedibile seguente frase di lui: “era tutto molto buono... molto gustoso”.
Per il resto, rimaneva perlopiù barricato in casa, e mai e poi mai avrebbe immaginato di aprire la porta a qualche conoscente, figuriamoci a degli estranei. Poi, come si diceva all'inizio, anche la vita di Bernardo O., nonostante tutte le cautele del caso, prese una direzione imprevista.
Uno dei soliti pomeriggi, mentre se ne stava seduto davanti alla TV sonnecchiando serenamente senza un pensiero in testa, il campanello aveva suonato. La sua stessa poltrona aveva sussultato: lei, così placida e abitudinaria come i glutei del suo padrone; ma poi questo (la curiosità non gli mancava) era andato a guardare dallo spioncino chi si fosse avventurato presso la sua porta.
L'individuo che poteva osservare da quella scomoda postazione esibiva un'aria piuttosto bonaria e rassicurante: per l'aspetto pingue e il sorriso amabile che aveva stampato sulla faccia, e per una strana cartella di colore verde, che teneva stretta al petto e pareva quasi accarezzare.
Ma non era certo questo che avrebbe convinto B. O. a farlo entrare, ci sarebbe voluto ben altro.
Si vede che era destino però, perché la frase che l'uomo affabilmente pronunciò al di là della porta alla fine lo convinse: “dottor Bernardo O. De Bernardis (il tizio la sapeva lunga), è giunta voce presso il nostro ufficio del suo particolare desiderio di tutelarsi da stupidi incidenti mortali, ecco, vorrei mostrarle un catalogo che fa giusto al caso suo...”
Che possiamo aggiungere? Fu quella la frase che convinse B. ad osare, ad aprire l'uscio a un perfetto sconosciuto, ma soprattutto la strana cartella verde che l'uomo stringeva con tanta misteriosa cura. Come si diceva, a B. la curiosità non mancava e forse, a ben guardare, si era un poco stancato del suo noioso tran tran e della sua perenne diffidenza.
“Non ho nulla da offrirle però”, si premurò di anticipare Bernardo prima di farlo accomodare, sinceramente dispiacendosene, non aveva proprio nulla nella dispensa per il suo ospite.
“Non si preoccupi” rispose con voce calda e amichevole l'uomo, che si era seduto su una piccola sedia con l'enorme deretano che gli pendeva ai lati, “la cosa importante è mostrarle il mio catalogo speciale, la pregherei però di concedermi la massima attenzione, in poche parole fugherò qualsiasi suo dubbio”
Bernardo, poco abituato a sostenere una conversazione, se ne stava timidamente in ascolto senza alcuna intenzione di interrompere l'ospite.
“Vengo al dunque dottor De Bernardis: la polizza “E se domani...” che sto per mostrarle, nasce proprio con l'intento di assicurare ai nostri clienti la possibilità di mettersi al riparo da tutta una serie di imprevedibili cause di morte alle quali oggigiorno è facile andare incontro, e di scegliere dal nostro catalogo il più sicuro e personalizzato trapasso.
Bernardo O. era rimasto attonito ma, per molti versi, anche piacevolmente sorpreso. Quell'uomo era andato al centro del problema. Non importava quale fosse il misterioso ufficio di provenienza del suo ospite, o le moderne diavolerie informatiche dalle quali avesse estrapolato i suoi dati e bisogni profondi. Solo un fatto era certo, quello voleva vendergli l'unica merce per la quale era disposto a tirar fuori i suoi denari: la possibilità di evitare stupidi incidenti, di allontanare il più possibile lo spettro della morte. E un'altra piacevole sorpresa lo aspettava e stava per togliergli ogni residuo dubbio: quel contratto non gli sarebbe costato nulla. Si trattava di un catalogo nuovo di zecca, e ai primi dieci clienti veniva offerto gratis tutto il servizio, spese per il funerale comprese.
Il campionario prevedeva diversi tipi di morte:
quello per malattia dolorosa, ma con decorso breve, che alcuni sceglievano, strano a dirsi, in remissione dei loro peccati; quello dolce nel sonno, ma senza la garanzia di una scadenza temporale; quello per suicidio assistito per decisione già presa dal cliente, che offriva il vantaggio di un alto standard di supporto tecnico e un trapasso rapido e indolore, e diversi altri che B.O. aveva scartato con un chiaro movimento della testa mentre l'uomo li andava enumerando.
Poi c'era l'ultimo tipo, e Bernardo comprese al volo che era il suo: la morte in seguito a lunga e serena vecchiaia; in questo caso però non era precisabile la qualità delle abilità mentali e fisiche dell'ultimo anno. “Poca cosa a ben vedere”, aveva chiosato il suo interlocutore.
“Signor Bernardo, il catalogo è questo”, aveva poi concluso l'uomo, facendo riecheggiare nella testa del suo cliente un celebre motivetto. Bernardo non aveva avuto il minimo dubbio, aveva fatto le sue rapide considerazioni e apposto la firma sull'ultima scelta.
Fuori, intanto, aveva continuato a piovere a dirotto, e ora il simpatico venditore si apprestava a recuperare i glutei dalla sedia e a lasciare col suo bonario sorriso e una bella stretta di mano il primo dei suoi dieci fortunati clienti. L'uomo, una volta lasciato l'appartamento, era arrivato fin sotto al portoncino del palazzo, ed ecco che Bernardo, guardando dalla finestra, si era reso conto che si sarebbe certamente infradiciato visto che non aveva con sé un ombrello.
Per la prima volta nella sua vita lasciò l'uscio di casa aperto e corse per le scale urlando a perdifiato all'uomo di aspettarlo, che gli portava uno dei suoi... Ma quello, mentre alzava gli occhi verso la tromba delle scale, udì un urlo: Bernardo O. era scivolato malamente sull'ultimo gradino della seconda rampa, aveva battuto la testa ed era morto.
Il pingue venditore non aveva mosso un muscolo, se un muscolo poteva darsi tra tutta quella ciccia, e aveva sussurrato tra sé: accidenti... ho dimenticato di fargli sottoscrivere la clausola “CASO”, e se n'era uscito tranquillo sotto la pioggia.
Quella fondamentale postilla, che in effetti prevedeva una specifica tutela dagli incidenti dovuti al caso, era, a ben vedere, come per ogni contratto che si rispetti, riportata con minuta illeggibile grafia nell'ultima riga dell'ultima pagina del contratto, e B.O. De Bernardis non avrebbe mai potuto leggerla, tanto meno sottoscriverla.

 

 
 


Maria Maddalena Panunzi, nata nel 1952 in provincia di Viterbo, vive da sempre a Roma.
Ha svolto per diversi anni attività di volontariato in realtà di carattere sociale e ha poi   lavorato come Educatore Professionale dapprima nell’Istituto Penale Minorile Malaspina di Palermo e successivamente presso l'Istituto Penale Minorile “Casal del Marmo” di Roma.

Ha sempre avuto un forte interesse per la letteratura e dalla passione per i libri è scaturito il desiderio di cimentarsi nella scrittura. Si è poi dedicata con più costanza allo scrivere, anche grazie al laboratorio della scrittrice e giornalista Cinzia Tani. Ha pubblicato, all'interno di questo, una serie di racconti in volumi di autori vari. Del 2018 è il suo primo romanzo Graffi (Robin Edizioni, Torino) e del 2019 un racconto nel volume di autori vari della casa editrice “L'Occhio di Horus APS”.

 

 

giovedì 9 maggio 2019


Cinzia BALDAZZI - “Fantasmi sotto sfratto”,
tre atti di Andrea Lepone



Tra suggestioni epico-didascaliche e divertimento puro, l’autore Andrea Lepone ha messo in scena, con la regia di Maurizio Spoliti, la pièce in tre atti “Fantasmi sotto sfratto” (Roma, Teatro dei Frassini).

Il londinese William Blake, illustratore della Divina Commedia, dunque esperto, come dire, della vita ultraterrena, un tempo scriveva:

 Ogni uomo è in potere dei suoi fantasmi fino al rintoccare dell’ora in cui la sua umanità si desta.

          Un secolo dopo nel fiorente, verde stato del Maine, Stephen King, maestro dell’horror letterario e ispiratore del suo doppio filmico - quindi visivo - egli pure, pertanto, erudito nella tematica, precisava:

I mostri sono reali e anche i fantasmi sono reali. Vivono dentro di noi e, a volte, vincono.

Quest’ultima ipotesi potrebbe essere la sigla della pièce in tre atti Fantasmi sotto sfratto di Andrea Lepone, giovane poeta e drammaturgo (la commedia risale ai suoi ventun anni), a conferma utopica di quanto accadde nel plot del film Fantasmi a Roma (1961) di Antonio Pietrangeli, con la sceneggiatura di Ennio Flaiano.


La Compagnia del Grillo ha creato un piacevole esempio di teatro epico-didascalico alla Bertolt Brecht, fondatore nel Novecento di un simile genere in riscontro, ma non in concorrenza, al cliché tradizionale drammatico. Appena si apre il sipario del Teatro dei Frassini, scorgiamo sul fondale la fotografia di un casolare: alle diapositive proiettate sarà così affidato lo scopo di sostituire il cambio-scena.  Tutto ciò in assonanza al repertorio brechtiano dove, nelle performance dedicate alle contraddizioni alla base della società, l’opera è pensata in ugual misura in funzione dell’attore come dello spettatore: attraverso una semplice, nonché “trasparente” mise-en-scène (lontana da ogni scontato e pronto immedesimarsi) - alla quale il pubblico in platea contribuisce con l’immaginazione a completarne funzionalità ed energia espressiva - ogni spettatore è invitato a partecipare attivamente all’esecuzione del messaggio. In tale ambito, durante il finale con la compagnia a ricevere gli applausi, l’attore Gianni Minotti si avvicina alla ribalta chiedendo: «Vi siete divertiti? Spero di sì, perché noi tanto…».

Tutto ciò era comunque presente sin dall’esordio. Irrompono dalle quinte gli spettri Marta e Luca, scalzi, coperti da veli bianchi: ancora giovanili, morti prematuramente, sono lì da quattrocento anni, padroni indisturbati della villa abbandonata. Lei era una regina, da defunta ha sposato l’inserviente con un “matrimonio postumo”. La donna appare intraprendente, sempre attenta, lui pigro, goloso di pizza e panini al prosciutto, alienato dalla tv (fan accanito dei cartoon di Casper), rimproverato di continuo dalla consorte a causa della carenza di iniziativa («Non sai neanche passare attraverso una parete…»). Nel giro di un paio di giorni l’uomo d’affari Colombo (Gianni Minotti), privo di scrupoli, imbroglione, corruttore seriale, farà radere al suolo l’edificio per costruire un vasto centro commerciale. L’importante è chiudere i contratti con i clienti prima che gli organi competenti si accorgano della mancanza di autorizzazione: è urgente, allora, la nomina di un direttore generale, un “fantoccio”, capro espiatorio degli inevitabili, successivi reati finanziari. Lo ha scovato nel signor Corsi (il convincente Francesco Bonadies), uomo dabbene, servile quanto basta.
La trama di Lepone sembra consona al leitmotiv di quella epico-brechtiana, dove troviamo un pubblico rilassato, ossia all’altezza di percepire il gesto senza preoccuparsi di sottoporlo al nesso vero-falso (del tipo: «Esistono i fantasmi?»); inoltre, in grado di ragionare con distacco su ciò che osserva, godendo dei contenuti informativi - forse semplicemente ludici - secondo una libera decisione, il meno possibile condizionata a priori dal copione scritto e allestito. In sala, quindi, siamo divertiti, relativamente tranquilli, un po’ come quando leggiamo la celebre Guida ai fantasmi inglesi di Lord Halifax, magari sdraiati su un divano, oppure seduti nel vagone di un treno, assistendo al “narrato”, però, in una collettività unitaria non isolata, in modo favorevole influenzata dai vicini di sala.

Ecco Marta predisporre con Luca un piano con l’obiettivo di evitare la demolizione, boicottando la cena in casa Corsi durante la quale verranno firmati i documenti. Conosciamo così la consorte di Colombo (Angela Maria Garozzo), una petulante giovane vanitosa, affetta da shopping compulsivo ad alto livello (gioielli, abbigliamento à la page): nell’hic et nunc della serata le molteplici, esagerate vanterie vengono ribattute dal sarcasmo della signora Corsi, assennata e realista. A quest’ultima, animata dall’assai efficace Maria Grazia Carianni, attribuiamo il compito del “saggio” nell’epos di Bertolt Brecht: di colui o colei incline a parlare per noi, vedendo rappresentati dal nostro punto di vista gli eventi in progress (ossia riflettendo con criterio, pur senza essere coinvolta nell’intreccio del quale è protagonista). Di conseguenza - ma, a dire il vero, è l’atteggiamento, di tanto in tanto, di tutti i characters - si rivolge spesso alla platea comunicando “fuori scena” il suo pensiero, invitando noi destinatari a condividerne l’interpretazione. Del resto, già nel teatro classico francese erano situate tra gli attori alcune persone di rango, accomodate nelle poltrone sul palcoscenico, consentendo, in via figurata, di collaborare utopicamente con loro alle scelte principali dell’opera.

            Sopraggiunge la cameriera Barbara (Maria Gabriella Corbo): in stretto rapporto con la discoletta Matilde (Claudia Di Ruscio), assolve al ruolo fondamentale del fool shakespeariano al quale Brecht aveva conferito la matrice clou di eroe non-tragico. A Barbara e alla figliola, Fantasmi sotto sfratto appunto assegna l’incarico di generare svariate interruzioni nelle aspettative logico-sequenziali, “drammatiche”, della storia: tra esse, le più “stranianti” riguardano le movenze della bambina, con le trecce, il cerone sul viso e una candida calzamaglia da clown, impegnata e divertita a lanciare bambole e pupazzi in aria, in analogia al costume circense. Nel suo comportamento ludico, potrebbe ricondurre alla memoria il giocoliere brechtiano nella ripresa eccezionale del suo maggiore epigono, il polacco Tadeusz Kantor (1915-1990). Infine, la giovanissima Matilde è l’unica a dialogare con gli ectoplasmi Marta e Luca: non diversamente, ricordiamo il piccolo Cole, paladino del film Il sesto senso, capace di vedere la gente dall’aldilà («I see dead people»).

Ma la ragazzina non è l’unica a poterli osservare. Al suo ingresso in scena, all’inizio, Luca aveva guardato preoccupato in sala:

LUCA - Credi che ci vedano?
MARTA - Impossibile, nessuno può vederci, lo sai benissimo, siamo dei fantasmi!
LUCA - Ti dico che ci vedono, guarda le loro facce!
MARTA - Sai, con il passare dei secoli stai diventando sempre più paranoico, mio caro.

La serata in casa Corsi è un crescendo di disastri: gli spettri infastidiscono con pizzicotti gli uomini distraendo il pubblico, alterano il vino provocando l’affollamento della toilette, modificano gli ingredienti degli antipasti causando una crisi a Colombo, allergico al formaggio, scompaiono lasagna, tacchino e bevande. La domestica cerca di rendersi utile, ma non può far altro - in ossequio al ruolo di “disturbatrice” - conversando di volta in volta con i padroni accanto ai commensali ospiti, se non interromperne gli auspici segnalando la sparizione sistematica delle pietanze. Sul tavolo, alla fine, solo bottiglie di acqua minerale, provenienti dal domicilio della governante, in cambio di denaro in virtù delle prestazioni effettuate: gli ordini ricevuti sono infatti intervallati da persistenti richieste di compenso da parte di Barbara, che pretende (e ottiene) alcuni extra.
Con l’ausilio di una squadra di trapassati, il boicottaggio è completo. Luca riferisce alla sposa di aver domandato aiuto a diversi amici spiriti: li ha chiamati con il cellulare («Ho i minuti illimitati per i prossimi cinque anni»). At last but not least, svanisce il portafoglio dell’imprenditore, gettando nell’angoscia la moglie. Da ultimo si dissolve il contratto, la cena fallisce, l’accordo non viene siglato, crolla il progetto del mall. Marta con il marito (i bravissimi, agili, “stranianti” Maria Laura Notarnicola e Carlo Zaupa) potranno risiedere ancora sereni nella vecchia dimora.

Complimenti, in definitiva, allo scrittore Andrea Lepone e al regista Maurizio Spoliti per aver evocato, a modo loro, l’ideologia parallela a Bertolt Brecht quando il famoso drammaturgo asseriva:

L’attore deve mostrare la cosa e deve mostrare se stesso. Naturalmente mostra la cosa in quanto mostra se stesso; e mostra se stesso in quanto mostra la cosa. Nonostante le due cose coincidano, non devono tuttavia coincidere in modo tale che venga cancellata la differenza tra i due compiti.

L’artista dovrebbe uscire con sapienza dalla propria “maschera” insieme a noi, per rientrarvi arricchito della nostra Weltanschauung.
Nello spazio rappresentativo voluto da Andrea Lepone, l’abisso adeguato a separare l’attore dal pubblico - come i morti dai vivi - il divario il cui silenzio nel teatro di prosa sottolinea il sacrale, il sublime, ebbene tale significativo varco ha perso sempre più importanza: il palcoscenico dei Frassini è comunque rialzato (non un podio, né un ring), sebbene non sia sospeso in una insondabile profondità.

Non solo perché entrambi i fantasmi sono scesi, a un certo momento, davanti alle prime file, ma anche grazie all’interesse riscontrato dagli spettatori: ovvero la sorpresa, da parte dei destinatari del messaggio, di imparare a stupirsi - chissà, con risate calorose - mentre eravamo collocati tra il giusto e l’illusorio, resi compartecipi da un’energica verità-storico sociale collettiva: ad esempio, la lottizzazione selvaggia nella quale, fuori dal bell’ambiente dello spettacolo, tornando a casa, forse non pochi si saranno di nuovo trovati immersi. 

Ringrazio Adriano Camerini per la collaborazione alla stesura del testo. 

lunedì 1 aprile 2019


 

“L’arte in versi”: si partecipa fino al 15 maggio.

 

Il prossimo 15 maggio scadrà il bando relativo all’VIII Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, che negli appuntamenti annuali, a partire dal 2012, ospita opere ed elaborati letterari di vario tipo in confronti dialettici di poesia, prosa, video-poesia, lirica e saggistica: il tutto in una fitta trama di veicoli trascritti o trasformati in icone con accompagnamento musicale, così come ha concepito il fondatore, ossia il critico letterario Lorenzo Spurio, Presidente dell’Associazione Culturale “Euterpe”.

Ogni concorso produce originali campi semiologici di incontro tra diversi autori, con ragguardevoli scelte semantiche, ma in questo certamen di Jesi appare assai consistente il punto di vista polisenso di approccio ai testi accolti e valutati: un point of view vastissimo, all’altezza di rendere l’evento particolarmente invitante.

Negli anni, la struttura ha sviluppato un numero sempre più grande di generi considerati: nella formula odierna, le prime tre sezioni (A, B, C) sono, nell’ordine, dedicate alla poesia in italiano, in dialetto e in lingua straniera; la D è riservata a libri editi di poesia, la E agli haiku; infine, video-poesia nella sezione F, brani di critica letteraria nella G.

Ai tempi dell’esordio, il concorso si concluse presentando l’antologia a Firenze e a Palermo. Nel 2013 e 2014, la cerimonia finale è stata organizzata nel capoluogo toscano. “L’arte in versi” trova sede stabile a Jesi dal 2015, con la serata conclusiva nella prestigiosa Sala Maggiore del Palazzo dei Convegni.

Qui di seguito il bando, preceduto dal link a un promo molto esaustivo firmato da Giuseppe Guidolin.

 


 

 

 


IL BANDO DI CONCORSO

 

Art. 1 – ORGANIZZAZIONE

Viene bandita la ottava edizione del Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”, ideato, fondato e presieduto dal poeta e critico letterario Lorenzo Spurio e organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

Art. 2 - PATROCINI MORALI

Il Premio è patrocinato dalla Regione Marche, dall’Assemblea Legislativa della Regione Marche, dalla Provincia di Ancona e dai Comuni di Jesi, Ancona e Senigallia.

Art. 3 – PARTNERSHIPS

Il Premio gode del sostegno e della collaborazione esterna (partnership) di alcune associazioni culturali che condividono gli intenti di promozione e diffusione della cultura e le finalità del concorso: Associazione “Le Ragunanze” di Roma, Associazione “Centro Insieme Onlus” di Scampia di Napoli, Associazione Siciliana di Arte e Scienza (ASAS) di Messina, Associazione “Arte per Amore” di Seravezza (Lucca), Associazione “L’Oceano nell’anima” di Bari, Associazione “Orion” di Morano Calabro (Cosenza), Associazione “Africa Solidarietà Onlus” di Arcore (Monza-Brianza), Associazione “Caffè Convivio” di Caltagirone (Catania), Associazione “Il Faro” di Cologna Spiaggia (Teramo), Associazione “Poesia & Solidarietà Onlus” di Trieste e della collaborazione del Museo “Stupor Mundi” – Federico II di Jesi e del Museo Diocesano di Jesi.

Art. 4 – REQUISITI FONDAMENTALI

a)     Si può partecipare sia con opere edite che inedite. Per edito si intende pubblicato in un volume cartaceo (libro personale, catalogo, antologia, …) dotato di codice ISBN o in rivista (cartacea e/o digitale) dotata di codice ISSN. Non sono da intendersi ‘edite’ le opere apparse su siti personali, blog, riviste non registrate e Social Networks.

b)     Qualora l’opera sia edita è necessario indicare nella scheda di partecipazione il riferimento bibliografico esatto e completo dove è precedentemente apparsa (titolo opera, casa editrice, luogo e anno di pubblicazione) in cui l’opera è contenuta. L’organizzazione è sollevata da qualsiasi problematica, disguido e controversia possa nascere nel caso in cui l’autore presenti la sua opera come inedita quando, in realtà, essa, alla data d’invio della partecipazione al premio, è edita.

c)     L’opera non deve aver ottenuto un premio da podio (1°, 2°, 3° premio assoluto o ex-aequo) in un precedente concorso al momento dell’invio della propria partecipazione, pena l’esclusione. Se la singola opera fa parte di una silloge, mini raccolta o raccolta che è risultata premiata con un premio da podio potrà essere inviata ma non dovrà avere il medesimo titolo della silloge, mini raccolta o raccolta premiata, pena l’esclusione.

d)     I vincitori del 1° premio assoluto dell’edizione precedente di codesto Premio (anno 2018) non potranno concorrere nella medesima sezione di riferimento, pena l’esclusione.

e)     È fatto divieto ai Soci Fondatori e ai Soci Onorari dell’Associazione Culturale Euterpe, ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio e ai Presidenti delle Associazioni partner, prendere parte al concorso, pena l’esclusione.

Art. 5 – MINORENNI

I minorenni partecipano a titolo gratuito. Per la loro iscrizione è necessario che la scheda dati venga firmata in calce da un familiare (indicando tra parentesi il legame di parentela) o da un curatore o chi ne fa le veci. Si rammenta che le opere dei minorenni verranno valutate al pari di quelle degli adulti nelle medesime sezioni di riferimento e che la loro valutazione non avverrà secondo una graduatoria a parte. Premi speciali o d’incoraggiamento a giovani meritori potranno essere riconosciuti in linea con l’art. 12 del bando.

Art. 6 – SEZIONI A CONCORSO

Il Premio è articolato in sette sezioni identificate dalle lettere dell’alfabeto. Il partecipante può prendere parte a una o più sezioni.

SEZIONE A – POESIA IN ITALIANO

Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua italiana a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi).

SEZIONE B – POESIA IN DIALETTO

Si partecipa con un massimo di tre poesie in dialetto a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di dialetto o di zona nel quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZIONE C – POESIA IN LINGUA STRANIERA

Si partecipa con un massimo di tre poesie in lingua straniera a tema libero in forma anonima che non devono superare i 40 versi ciascuna (senza conteggiare il titolo, l’eventuale sottotitolo, dedica, spazi bianchi). Si considerano lingue straniere tutti quegli idiomi vivi caratteristici degli stati nazionali e federali nonché i patois e le lingue minoritarie che contraddistinguono un popolo. Non si accetteranno opere in lingue artificiali o in codici che non hanno un uso reale o non peculiari di una realtà geopolitica concreta riconosciuta dalla comunità internazionale. Le opere dovranno avere ben indicato il riferimento al tipo di lingua o alla zona nella quale è parlato e si dovrà allegare obbligatoriamente la traduzione dell’opera in lingua italiana. Qualora la traduzione non sia stata eseguita dall’autore è necessario indicare il nome del traduttore.

SEZIONE D – LIBRO EDITO DI POESIA

Si partecipa con un solo libro di poesia pubblicato con una casa editrice o auto-prodotto dotato di codice identificativo ISBN a partire dal 1990. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore, dal curatore del volume o dall’editore. In caso di vittoria il premiato verrà comunque considerato l’autore del volume. Si accettano anche libri di poesie in dialetto o in lingua straniera (con traduzione a fronte), di haiku e libri di poesia corredati da immagini (foto e quadri) e antologie (in questo caso si leggano le specifiche sotto). Si accettano, altresì, libri di poesie di autori scomparsi, inviati da parenti, amici, centri culturali ed editori. Verranno in questo caso considerati, in caso di valutazione positiva della Giuria, per un Premio speciale o “Alla memoria”. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del proprio libro e, qualora ne disponga, anche il file originale in formato .doc, .docx o .pdf. Si fa presente che è comunque obbligatorio l’invio delle tre copie cartacee.

Specifiche per la partecipazione con antologie e opere di AA.VV.

Si partecipa con un’antologia poetica (di qualsiasi tipo e composizione, tranne le antologie dei premi letterari) pubblicata con una casa editrice o auto-prodotta dotata di codice identificativo ISBN. La partecipazione può essere inoltrata dall’autore principale, dal curatore, dall’editore o da uno degli autori inseriti. Il partecipante deve inviare tre copie cartacee del libro e, qualora ne disponga, anche il file digitale in formato .doc, .docx, .pdf. Si fa presente che è comunque obbligatorio l’invio delle tre copie cartacee. Qualora il partecipante sia uno degli autori inseriti e non il curatore dell’antologia, il partecipante dovrà informare previamente della sua volontà di partecipare al premio il curatore del volume e dovrà tenerlo aggiornato sull’andamento del concorso e l’esito. Il partecipante sarà l’unico responsabile in materia di comunicazioni con il curatore dell’antologia per tutte le fasi relative del Premio, non potendo il curatore/editore nulla imputare all’organizzazione del Premio.

SEZIONE E – HAIKU

Si partecipa con un massimo di tre haiku (5-7-5 sillabe) in lingua italiana in forma anonima.

SEZIONE F – VIDEO-POESIA

Si partecipa con una video-poesia che dovrà essere inviata con una delle seguenti modalità:

-                  Caricandola in YouTube e fornendo nella mail di partecipazione il link del video. In questo caso l’utente non deve assolutamente apportare modifiche al video né cambi di URL per tutta la durata di svolgimento del premio, pena la squalifica.

-                  Allegando il video (soli formati .avi, .mp4, .wmv) alla mail o mediante il sito di trasferimento dati gratuito WeTransfer.

Non verranno considerati validi altri sistemi di trasmissione delle opere (Jumbo mail, Google Drive, Whatsapp, supporti cd o dvd, etc.). Nella scheda di partecipazione l’autore deve dichiarare di avere utilizzato per la produzione del video materiali (foto, video, musiche) propri o di dominio pubblico o, laddove siano opere di terzi, di aver ottenuto le necessarie liberatorie per l’utilizzo, sollevando l’Associazione Culturale Euterpe da qualsivoglia disputa possa nascere in merito all’attribuzione di paternità dei componenti del video, pena l’esclusione.

SEZIONE G – CRITICA LETTERARIA

Si partecipa con una recensione, o un testo critico o un’analisi dell’opera, o un approfondimento, o un articolo, o un saggio letterario su un’opera poetica classica o contemporanea della letteratura italiana o straniera (comprensiva su autori esordienti) in forma anonima. Si potranno inviare anche note di lettura, prefazioni, postfazioni e note critiche all’interno di un volume (in questo caso esso dovrà essere corredato dei dati bibliografici). L’opera potrà focalizzarsi sull’analisi di una singola poesia o di più testi, di una silloge, di un libro o più, o dell’intera produzione poetica di un dato autore. Tale testo non dovrà superare le quattro cartelle editoriali pari a 7.200 battute complessive (spazi compresi), senza conteggiare il titolo, le eventuali note a piè di pagina e la bibliografia (consigliata).

Art. 7 – CONTRIBUTO:

Per prendere parte al Premio è richiesto un contributo di € 10,00 a sezione a copertura delle spese organizzative. È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo il relativo contributo. Gli associati dell’Associazione Culturale Euterpe regolarmente iscritti all’anno di riferimento (2019) hanno diritto a uno sconto del contributo pari al 50% per sezione.

Bollettino postale:

CC n° 1032645697

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: VIII Premio di Poesia “L’arte in versi”

Bonifico bancario:

IBAN: IT31H0760102600001032645697

BIC / SWIFT: BPPIITRRXXX (per pagamenti dall’Estero)

Intestazione: Associazione Culturale Euterpe – Jesi

Causale: VIII Premio di Poesia “L’arte in versi”

Contanti:

Nel caso si invii il materiale per posta tradizionale, la quota di partecipazione potrà essere inserita in contanti all’interno del plico.

Art. 8 – SCADENZA E INVIO

La scadenza di invio dei materiali (opere, scheda di iscrizione compilata e ricevuta del contributo versato) è fissata al 15 maggio 2019. I materiali dovranno pervenire in forma digitale (per le opere esclusivamente in formato .doc; per gli altri materiali anche in formato .pdf o .jpg) alla mail premiodipoesialarteinversi@gmail.com indicando come oggetto “VIII Premio di Poesia “L’arte in versi” – 2019”. In alternativa, l’invio può avvenire in formato cartaceo; in questo caso fa fede la data di spedizione. Il plico dovrà essere inoltrato a:

VIII Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

Associazione Culturale “Euterpe”

c/o Dott. Lorenzo Spurio

Via Toscana n°3

60035 – Jesi (Ancona)

Le sezioni D (Libro Edito di Poesia) ed F (Video-Poesia) prevedono modi diversi di invio delle proprie opere. Per prendere visione delle modalità, si rimanda al precedente art. 6 del bando.

 




Art. 9 – ELABORATI

Le opere a concorso non verranno in nessun modo riconsegnate. Per quanto concerne la sezione D, le tre copie del libro verranno depositate in alcune biblioteche della provincia di Ancona. Una copia rimarrà nell’Archivio dell’Associazione Culturale Euterpe.

Art. 10 – ESCLUSIONE

Saranno esclusi dalla Segreteria le partecipazioni che non saranno considerate conformi al bando:

a)     I testi che riportino nome, cognome, soprannome dell’autore, il motto o altri segni di riconoscimento o di possibile attribuzione dell’opera (con eccezione delle sezioni D, F e G).

b)     I testi che siano risultati vincitori di un 1°, 2° o 3° premio in un precedente concorso;

c)     I testi di autori che abbiano vinto il 1° premio assoluto nella medesima sezione nella precedente edizione del Premio;

d)     I testi che presentino elementi razzisti, xenofobi, denigratori, pornografici, blasfemi, di offesa alla morale e al senso civico, d’incitamento all’odio, alla violenza e alla discriminazione di ciascun tipo o che fungano da proclami ideologici, partitici e politici;

e)     I testi che appartengano:

-        Ai soci fondatori e onorari dell’Associazione Culturale Euterpe;

-        Ai Presidenti di Giuria attivi o passati del presente premio;

-        Ai Presidenti delle Associazioni che collaborano esternamente;

f)      Le partecipazioni giunte:

-        Prive della scheda dei dati personali;

-        Prive del contributo di partecipazione;

-        Prive dei testi con i quali s’intende partecipare;

-        Con la scheda di partecipazione illeggibile e/o non completata in ogni campo;

-        Con modalità non conformi a quanto richiesto dal bando;

-        Oltre i termini di scadenza.

Art. 11 – COMMISSIONE DI GIURIA

Le Commissioni di Giuria, differenziate per le varie sezioni, sono costituite da poeti, scrittori, critici letterari, giornalisti, blogger ed esponenti del mondo letterario: Michela Zanarella (Presidente di Giuria), Emanuele Marcuccio, Giuseppe Guidolin, Stefano Baldinu, Rita Stanzione, Valtero Curzi, Antonio Maddamma, Morena Oro, Fabia Binci, Antonio Sacco, Stefano Caranti, Cinzia Baldazzi, Vincenzo Monfregola e Francesco Martillotto. Il giudizio della Giuria è definitivo e insindacabile.

Art. 12 – PREMI

Per ciascuna sezione saranno assegnati tre premi da podio:

1° Premio: targa placcata in oro 24 kt, diploma, motivazione della giuria e tessera socio ordinario Ass. Culturale Euterpe anno 2020.

2° Premio: targa, diploma, motivazione e libri.

3° Premio: targa, diploma e motivazione.

Qualora se ne presenti l’occasione per punteggi meritori di stesso livello, sarà possibile riconoscere premi “ex-aequo” solo per il 2° e 3° premio da podio.

La Giuria, inoltre, attribuirà i seguenti Premi Speciali:

Premio del Presidente di Giuria

Premio della Critica

Trofeo “Euterpe”

Premio “Picus Poeticum” (assegnato alla migliore opera poetica di un autore marchigiano)

Premio ASAS (assegnato alla migliore opera in siciliano)

Premio “Centro Insieme” (assegnato alla migliore opera sulla legalità)

Premio “Le Ragunanze” (assegnato alla migliore opera sulla natura)

Premio “L’Oceano nell’Anima” (assegnato alla migliore opera su tema/ambientazione classica)

Premio “Arte per Amore” (assegnato alla migliore opera a tema amoroso)

Premio “Orion” (assegnato alla miglior opera sperimentale)

Premio “Il Faro” (assegnato alla migliore opera sul mare)

Premio “Africa Solidarietà” (assegnato alla migliore opera sul multiculturalismo)

Premio “Poesia & Solidarietà” (assegnato alla migliore opera sulla solidarietà)

Fuori concorso, come accaduto negli anni precedenti, verranno assegnati i Premi Speciali “Alla Memoria” e “Alla Carriera” a insigni poeti del nostro Paese.

La Giuria potrà proporre ulteriori premi minori, indicati quali “Menzione d’onore”, ad altrettante opere meritorie non rientrate nei premi da podio. Tale decisione dovrà ottenere il parere favorevole del Presidente di Giuria e del Presidente del Premio per poter essere attribuiti.

Nel caso in cui non sarà pervenuta una quantità di testi numericamente congrua o qualitativamente significativa per una sezione, l’organizzazione si riserva di non attribuire determinati premi.

Tutte le opere risultate vincitrici a vario titolo verranno pubblicate nell’antologia del Premio, disponibile gratuitamente il giorno della premiazione per i soli vincitori.

Grazie ad apposite collaborazioni con gli enti del territorio comunale tutti i premiati a vario titolo e i membri della Giuria potranno accedere gratuitamente o in maniera agevolata all’offerta turistica del Comune di Jesi (Musei Civici, Museo Diocesano e Museo “Stupor Mundi” – Federico II).

Art. 13 – RESPONSO

Il responso della Giuria si conoscerà nel mese di settembre 2019. A tutti i partecipanti verrà inviato il verbale di Giuria a mezzo e-mail. Esso verrà pubblicato sul sito dell’Associazione Culturale Euterpe (www.associazioneeuterpe.com) e sui siti www.literary.it e www.concorsiletterari.it I risultati e i testi vincitori della sezione haiku saranno pubblicati sul portale “Alman Haiku” – Annuario Italiano degli Haiku Premiati all’indirizzo www.almanhaiku.blog

Non si darà seguito a richieste in merito a posizionamenti e punteggi ottenuti né a commenti critici sulle proprie opere presentate.

Art. 14 – PREMIAZIONE

La cerimonia di premiazione si terrà a Jesi (Ancona) in un fine settimana di novembre 2019.

A tutti i partecipanti verranno fornite con debito preavviso tutte le informazioni inerenti alla data e al luogo di premiazione. I vincitori sono tenuti a presenziare alla cerimonia per ritirare il premio; qualora non possano intervenire hanno facoltà di inviare un delegato. In questo caso, la delega va annunciata a mezzo mail, all’attenzione del Presidente del Premio dott. Lorenzo Spurio entro una settimana prima dalla cerimonia di premiazione all’indirizzo presidente.euterpe@gmail.com. Non verranno considerate le deleghe annunciate in via informale a mezzo messaggistica privata di Social Networks né per via telefonica. I premi non ritirati personalmente né per delega potranno essere spediti a domicilio mediante Poste Italiane, previo pagamento delle relative spese di spedizione a carico dell’interessato, con eccezione del 1° premio assoluto delle relative sezioni consistente in una targa oro 24kt che dovrà essere ritirata necessariamente dal vincitore o delegato il giorno dell’evento. In nessuna maniera si spedirà in contrassegno.

Art. 15 – PRIVACY

Ai sensi del D.Lgs 196/2003 e del Regolamento Generale sulla protezione dei dati personali n°2016/679 (GDPR) il partecipante acconsente al trattamento, diffusione e utilizzazione dei dati personali da parte dell’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN) che li utilizzerà per i fini inerenti al concorso in oggetto e per tutte le iniziative culturali e letterarie organizzate dalla stessa. Il partecipante, prendendo parte al concorso, è consapevole di essere a piena conoscenza delle responsabilità penali previste per le dichiarazioni false, secondo l’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

Art. 16 – ULTIME

Il presente bando di concorso consta di sedici articoli compreso il presente.

La partecipazione al concorso implica l’accettazione tacita e incondizionata di tutti gli articoli che lo compongono.

Dott. Lorenzo Spurio

Presidente del Premio

Presidente Ass. Euterpe

Dott.ssa Michela Zanarella

Presidente di Giuria

INFO:


Tel. (+39) 327 5914963

(anche Sms e Whatsapp)

https://associazioneeuterpe.com/anno-2019/

Partnerships:

Associazione “Le Ragunanze” – Roma - (Presidente Michela Zanarella); Associazione “Centro Insieme Onlus” - Scampia di Napoli - (Presidente Vincenzo Monfregola); Associazione Siciliana Arte e Scienza (ASAS) di Messina (Presidente Flavia Vizzari); Associazione “Arte per Amore” -  Seravezza (LU) – (Presidente Barbara Benedetti); Associazione “L’Oceano nell’anima” -  Bari (Presidente Massimo Vito Massa); Associazione “Orion -  Morano Calabro (CS) – (Presidente Mario De Rosa); Associazione “Africa Solidarietà Onlus”- Arcore (MB) – (Presidente Cheikh Tidiane Gaye); Associazione “Caffè Convivio” - Caltagirone (CT) – (Presidente Giusi Contrafatto); Associazione “Il Faro” - Cologna Spiaggia (TE) – (Presidente Irene Gallieni); Associazione “Poesia & Solidarietà Onlus” di Trieste – (Presidente Gabriella Valera); Museo “Stupor Mundi” – Federico II di Jesi (AN); Museo Diocesano di Jesi (AN)

 




 

VIII PREMIO DI POESIA “L’ARTE IN VERSI” – Ediz. 2019

La scheda si compone di 2 pagine. È fondamentale che sia compilata in ogni spazio, pena l’esclusione.

Nome/Cognome __________________________________________________________________

Nato/a a _____________________________________________ il__________________________

Residente in via __________________________________________________________________

Città _____________________________ Cap ___________________Provincia_______________

Tel. _______________________________________ E-mail _______________________________

Partecipo alla/e sezione/i:

□ A – Poesia in italiano 

□ B - Poesia in dialetto specificare dialetto: _________________________________________________)

□ C - Poesia in Lingua Straniera specificare lingua: __________________________________________)

□ D – Libro edito di poesia

□ E – Haiku

□ F – Video-poesia

□ G – Critica Letteraria

Per le sezioni A, B, C, D, E, F, G indicare il titolo delle opere, specificando vicino se sono EDITE o INEDITE e, nel caso di EDITE, dove sono precedentemente comparse.

Per la sezione D specificare il titolo del libro, casa editrice e anno.

Per la sezione E, essendo gli haiku privi di titolo, non dovrà essere indicato niente.

Per la sezione F specificare il titolo della video-poesia e di eventuali nomi di regista, musiche e voce recitante.

___________________________________________________________________________________________

___________________________________________________________________________________________

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___________________________________________________________________________________________

___________________________________________________________________________________________

Data_____________________________________ Firma ___________________________________

L’autore è iscritto/ tutelato dalla SIAE?                               □  SI             □  NO
I testi presentati al concorso sono depositati alla SIAE?    □  SI             □  NO
Se Sì indicare quali testi ______________________________________________________________
_____________________________________________________________________________________
______________________________________________________________________________________
 



 

 

DICHIARAZIONE PER I PARTECIPANTI DI TUTTE LE SEZIONI

□  Dichiaro che i testi presentati sono frutto del mio unico ingegno. Dichiaro, pertanto, che essi non sono soggetti a D.A. (Diritti d’Autore) in quanto non ripresi da testi coperti da tutela di cui alla L. 22/04/41 n°633 e successive modificazioni e integrazioni.

□ Autorizzo l’Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN), organizzatrice di questo Premio, a pubblicare in cartaceo i miei testi all’interno dell’opera antologica del Premio senza nulla avere a pretendere né ora né in futuro.

□ Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi della disciplina generale di tutela della privacy (L. n. 675/1996; D.Lgs n. 196/2003) allo scopo del concorso in oggetto e per le iniziativa organizzate dalla Associazione Culturale Euterpe di Jesi (AN).

□ Sono a piena conoscenza delle responsabilità penali previste per le dichiarazioni false, secondo l’art. 76 del D.P.R. 445/2000.

 

Data_____________________________________ Firma ___________________________________

 

DICHIARAZIONE PER PARTECIPANTI ALLA SEZIONE F

□   Dichiaro, sotto la mia unica responsabilità, di aver fatto uso, nell’elaborazione della video-poesia di immagini/video/suoni di mia proprietà o di dominio pubblico o, laddove abbia usufruito di materiali di terzi, di aver provveduto a richiedere relativa liberatoria degli autori per l’autorizzazione a usarli nell’ elaborazione del video, sollevando l’Organizzazione da qualsiasi disputa possa nascere in merito all’attribuzione di paternità dei componenti della video-poesia.

Data_____________________________________ Firma ___________________________________