domenica 10 dicembre 2017


Cinzia BALDAZZI – Il vecchio e il nuovo della poesia: L@ Nuov@ Mus@ ad Aprilia 

Con la cerimonia finale e la premiazione dei vincitori, si è conclusa ad Aprilia la XVII edizione del concorso “Aspettando il Natale... Poesie sotto l'albero” dell'Associazione L@ Nuov@ Mus@.
 
 

            Non è trascorso molto tempo da quando ho avuto la fortuna di incontrare di nuovo, dopo anni, le pagine di un racconto di Dino Buzzati, là dove si confronta la vita ordinaria con quella di un poeta scomparso.

Io uomo fatto, lui appena adolescente. Ma una sera all'improvviso, in solitudine all'insaputa dell'intera umanità, con una matita in mano, egli scrisse alcune righe, e subito cominciò a staccarsi da terra. Volava un po' sghembo, librandosi simile ad un falco giovanetto sopra le case e gli alberi. Si sentiva a suo agio lassù; macché ali, un mozzicone di lapis copiativo fra le dita gli bastava. Nel frattempo io percorrevo la via dall'ufficio a casa, e la gente diceva che avrei fatto strada nella vita. Tra cinquant'anni, diciamo, fra cento anni, che ne sarà di noi? Chi si ricorderà? Fra centocinquant'anni i suoi versi sublimi continueranno a vivere, le parole cadranno giù a picco nel posto esattissimo come blocchi di cristallo e le onde concentriche si allargheranno ancora via per il mondo percuotendo le tenebrose scogliere dell'animo umano. 

            Chissà perché, e non sono superstiziosa, ho valutato di buon auspicio l’imbattermi in queste poche righe proprio alla vigilia della partenza per la vicina Aprilia dove avrei assistito – da parte in causa, in quanto presidente di giuria – alla cerimonia conclusiva del concorso “Aspettando il Natale... Poesie sotto l'albero” organizzato da L@ Nuov@ Mus@.
 

 
            Penso ai “poeti estinti” Henry David Thoreau, Walt Whitman, Percy Bysshe Shelley, ricordati dal prof. Keating nella sceneggiatura di Tom Shulman nell’Attimo fuggente di Peter Weir: «Erano dediti a succhiare il midollo stesso della vita». Ma in che senso? Erano cannibali di se stessi, mi chiedo? Oppure, sublimando al massimo la propria genialità poetica, la riproducevano nell’atto stesso? È certo vero il contrario, e nella convinzione di una tale ipotesi, sono confortata dal ricordo dei padri fondatori e animatori dell'Associazione L@ Nuov@ Mus@. Alludo alla loro eredità indelebile, fil rouge continuo, saldo e amorevole dell’ars poetica di tanta gente, nel lungo e intenso pomeriggio trascorso ad ascoltare i componimenti, ad applaudire i vincitori, a consegnare riconoscimenti a quanti fossero saliti sul palco. Il trade d’union impeccabile di Mario Allegrezza, presentatore immedesimato e coinvolgente, gli interventi autorevoli di Carmelo Salvaggio, presidente dell'Associazione, hanno reso gioioso un percorso tra gli estremi della cronaca e del souvenir, della vita estemporanea e della memorie,  del recente passato e dell'impegno attuabile nel futuro.
 
            Accanto ad Euterpe, musa della poesia cantata, hanno trovato posto anche Clio e Melpomene, in una rappresentanza modernamente allargata alla musica lirica. La giovanissima soprano Eleonora Croce (a volte accompagnata dal M° Rita Nuti) ha infatti eseguito intermezzi operistici e non, risultando di grande efficacia, in particolare, nell'arietta “Voi che sapete” dal secondo atto de Le nozze di Figaro di Mozart. Un ponte gettato virtualmente tra le sponde dei versi e delle note, delle strofe e degli spartiti: e l'attenzione privilegiata ai “pionieri” de L@ Nuov@ Mus@, attenti lettori e affettuosi insegnanti di poeti ora maturi, si ritrova nell'ancestrale e mitico episodio della nascita delle Muse stesse, generate da Zeus con Mnemosine, dèa personificata della memoria.
            Le figure di Liliana Morandini, Raimondo Venturiello, Mariano Fochesato, Alessandro Lisbon, Giovanni Capasso, nonché della filantropa Carmelina Ghiotto Zini, sono state così evocate sia nei sintetici montaggi proiettati sullo schermo, sia nei premi “memorial” assegnati in aggiunta alla classifica.
 
 
            «Solo il corpo del poeta soggiacerà al misero destino dell'uomo», scriveva Luigi Annibaletto, «e si ridurrà in polvere da sperdersi al vento. La miglior parte di lui, il suo spirito, il suo nome, la sua creazione poetica sfuggiranno alla morte, per vivere in eterno con il sole». Il grande latinista, i cui commenti hanno accompagnato lo studio della lingua ai tempi del mio liceo, con queste poche parole si riferiva a Quinto Orazio Flacco (autore del leggendario Carmen saeculare composto su incarico di Augusto) nell’ode asclepiadea Non omnis moriar (III,30). Come trascurare i celebri versi d'esordio? «Exegi monumentum aere perennius», «Ho eretto un monumento più duraturo del bronzo». Nel 23 a.C., il poeta di Venosa, di nuovo acclamato dopo un periodo di disgrazia, vanta, nel giusto, la consapevolezza di aver portato a termine un'opera superba, dalla quale “succhierà” il midollo di una lunga fama: siamo tutti coscienti, infatti, quanto l’eco delle odi e delle satire oraziane non si spegnerà. Risuonerà, di epoca in epoca, rielaborato e rinvigorito grazie alla lode di chi è venuto dopo.
            «È importante aver generato un incontro che privilegi la qualità», spiega Carmelo  Salvaggio, «ponendo il focus sulle nostre figure storiche e sulle “new entry” osservate nel panorama dei componimenti e dei compositori»; nell'intento, prosegue il Presidente, «di voler privilegiare non “poeti di un giorno”, ma autori affinatisi in un processo di crescita»: tappa dopo tappa, con salti e smentite, sempre però progressive. Il compito svolto dalla giuria da me presieduta (Patrizia Stefanelli, Antonella Santoro, Massimo Massa, Alessandro Tassinari, Antonio D'Arienzo e lo stesso Salvaggio) è stato, come tradizione, limpido e carico di riferimenti appropriati, capaci di rendere i testi, senza tradirli, i più chiari possibile: ho potuto appurarlo con la vice-presidente Stefanelli e nel confronto dialettico con l’egregio Comitato di Lettura al quale si deve la raffinata selezione dei “memorial”.
 
 
            La XVII edizione di “Poesie sotto l'albero” sembra insomma nutrirsi della sostanza vitale, individuata simbolicamente a metà '800 dal citato Thoreau nell'autobiografico Walden. Amando però anche la poesia sudamericana, vorrei citare, circa ottanta anni dopo, le strofe del peruviano Emilio Adolfo Westphalen quando confidava: 

Il mattino alza il fiume la chioma
poi la nebbia la notte
il cielo gli occhi
mi guardano gli occhi del cielo
svegliare senza vertebre senza struttura
la pelle è nella sua eternità
si ammorbidisce fino a perdersi nella memoria.
 
            La manifestazione appena conclusa ha offerto più che mai un terreno semantico appropriato a destituire, a contestare, qualsiasi opinione indirizzata a giudicare isolata dal resto del mondo la produzione poetica, il microcosmo simbolico e metalinguistico implicito.
 

            La festosa competizione di Aprilia lo ha ribadito nel conferire un ruolo di rilievo a Maria Antonietta Di Gaspare e Luigi Taddei, rispettivamente sindaci di Borbona e di Castel Sant'Angelo, devolvendo i ricavi della vendita dell'Antologia ai due comuni del reatino colpiti dal terremoto nell'agosto 2016. Anni fa, negli Stati Uniti, prima del terrorismo, nel film di Weir il prof. Keating appunto dichiarava: la poesia è vita. Dodici anni dopo, con il crollo delle Torri Gemelle, suppongo avrebbe però corretto: la poesia è sopravvivenza.
            Le citazioni, quando si propongono, dovrebbero essere onnicomprensive. In questo caso, non possiamo dimenticare l'attore Robin Williams, nel ruolo dell'eccezionale insegnante: pur non essendo poeta, ma sublime esempio dell'arte della recitazione, purtroppo, decidendo di porre fine alla vita, di tale facoltà della poesia non ha potuto avvalersi. Ma il vento, per noi, per i presenti e per coloro che la storia naturale ha portato via, continua a soffiare, al di là della "siepe" de L'infinito di Giacomo Leopardi, o contro le "montagne" di Blowin' in the Wind del Premio Nobel per la Letteratura Bob Dylan.
 
 

            La nostra Associazione ha quindi ritenuto di “mettere in scena”, grazie alle poetesse e ai poeti saliti sul palco uno dopo l'altro, un simile riscatto, pur utopico ed eversivo in senso positivo. Verba volant, dovremmo commentare ascoltando la dizione partecipata di Veruska Vertuani e di Antonio D'Arienzo, “dicitori” ufficiali dell'evento: ma non perché le parole si dimentichino, bensì in quanto viaggiano, “volando” di bocca in bocca, permettendo così al messaggio di continuare a circolare. L'altra parte del proverbio coniato da Caio Tito durante un discorso al Senato romano, ovvero Scripta manent, sembra poter diventare la sigla dell'Antologia pubblicata da L@ Nuov@ Mus@, una sorta di baedeker contenente testi premiati, classifica, biografie, saluti: non una stampa fissa e immobile, bensì una guida “nero su bianco”, un percorso da ripetere, «un sunto e una vetrina», secondo l'espressione di Carmelo Salvaggio.
 
 
            Recitati davanti a un uditorio, messi in pagina per la collettività, è come se i versi dei concorrenti fossero all'altezza di aiutare tutti noi, la sera, tra le strade, le difficoltà, le menzogne, a tornare a casa, alla nostra Itaca: l'isola che Jorge Luis Borges, nel brano intitolato Arte poetica, individuava con l'eternità terrena del versificare. E nella festa al cinema-teatro Pidocchietto di Aprilia, una commovente testimonianza è giunta dagli stranieri, presenti a comprovare idealmente il lungo viaggio dei versi: Marian Eikelhof dall'Olanda, Sulima Alvarez Merchan dall'Ecuador, Ljbuinko Jelic dalla Serbia. «Non viene meno l'entusiasmo», scrive Fiorella Giovannelli, «di condividere con gli amici vecchi e nuovi il piacere di leggerci e, attraverso la lettura, un po' legarci».
            La conferma dell'interconnessione delle arti, non solamente di natura umana e poetica, ma testuale e programmatica, è venuta dal connubio con la pittura, nel solco della consuetudine di dar risalto ogni anno a una forma espressiva “parallela”. Quasi a fornire idealmente corpo sul palcoscenico al quadro del secentista Francesco Furini La Pittura e la Poesia, un gruppo composto da Erika Mallardi, Yvonne Maria Teresa Gandini, Federica Manzini, Alessia Farina, Antonio De Waure ha donato le proprie opere ai sindaci e ai componenti la giuria. Da parte sua, La rosa sul cappello di Graziella Dell'Unto è stata riportata sulla copertina dell'Antologia.
 
 
In conclusione, se mi chiedessero un'opinione critica complessiva dei brani che hanno partecipato al concorso, direi che sono testimonianza di una matura sintesi espressiva del cogliere la realtà come vorremmo fosse, non come è. E se cambiare il ritmo delle strofe nel versificare non è sufficiente, non è detto che domani non lo diventi.
            Insieme tutti noi, organizzatori, giurati, pittori, voci narranti, amministratori locali, dovremmo ringraziare i poeti per aver lasciato che la sera, conclusa l'ultima edizione del telegiornale, si possa ancora andare a letto sperando di imparare qualcosa dal libro in versi custodito sul nostro comodino.
 
 

AUTORI E COMPONIMENTI PREMIATI
 
MEMORIAL “CARMELINA GHIOTTO ZINI”
Primi classificati
- Antonio Damiano - Il silenzio dei giorni Ad Amatrice – 1° classificato
- Manuela Magi - Tempestosi argini – 2° classificato
- Rita Minniti - Muto parlare – 3° classificato ex aequo
- Alessandra Costanzo - Stella capovolta – 3° classificato ex aequo 

MEMORIAL “GIOVANNI CAPASSO”
- Alessandro Izzi - Nel mesto rammendar di stracci  

MEMORIAL “ALESSANDRO LISBON”
- Rosetta Sacchi - Le parole che restano 

MEMORIAL “RAIMONDO VENTURIELLO”
- Nunzio Buono - La casa della pioggia 

MEMORIAL “LILIANA MORANDINI”
-         Lia Grassi - Verso il futuro 

MEMORIAL “MARIANO FOCHESATO”
- Maria Di Carlo
- Massimiliano Drisaldi 

PREMIO DEL PRESIDENTE DI GIURIA
- Carla Staffieri - Quando negli occhi
 
PREMIO DELLA GIURIA
- Gianluca Regondi - Per un Amico
- Antonio Biancolillo - Oltre il mio dolore
- Sara Pallini - Sento un peso
- Paola Bianchi - Pro memoria 

PREMIO GIOVANI
- Alessandro Conti - Vento rovinoso
- Sara D’Acchille - Anime inquiete
- Pierfrancesco Paternostro  -  (senza titolo)                 

POESIA STRANIERA
- Marian Eikelhof  - Cile, 1973                
- Sulima Àlvarez Merchan - In questa notte
- Ljbuinko Jelić - Fuoco e oro 

TURISTICA PRO LOCO APRILIA
- Michele Petrolo - Natale 

MENZIONI D’ONORE
- Annalena Cimino - Donne di quartiere
- Giuseppe Guidolin - Genesi
- AbnerTomas Viera Quezada - Grazie Mamma
- Carmelo Loddo - La corteccia dell’anima
- Annamaria Barone - La donna con gli occhi che parlano
- Carmelo Sanfilippo - Naufragio di pensieri
- Paola Carmignani - Viaggio senza ritorno
- Anna Piccirillo - Rosa selvatica
- Lorella Borgiani - Orme
- Franca Donà - E non morire mai 

MENZIONI DI MERITO
- Daniela Lazzeri - E le stelle non brillano più
- Maria Gabriella Cianciulli - L’ultimo Isacco
- Katiuscia Di Savino - Il paradiso ha il profumo di ottobre 
- Colombo Conti - Di nuovo vita
- Anna Maria Mustardino - Intreccio di mani
- Cinzia Gargiulo - Contadino di emozioni
- Silvana Stremiz - Troppo breve è stato il tuo volo
- Elvio Angeletti - Cime sbiadite
- Marco Vaira - Inverno
- Lucilla Radovini - I colori dell’aurora
- Valeria D’ Amico - Le croci dimenticate
- Nunzia Piccinni - Estatici Volteggi
- Gioietta Petrillo - Stagioni
- Monica Vecchio - L’infinito
- Grazia Dottore - Il tuo nome col fuoco  

ATTESTATI
- Adolfo Sorrentino - Piazza di Spagna
- Lucia Vichi - La voce dell'anima
- Frieda Leemans - Per Giuseppe
- Leonor Solange Alexandre Proença -Scusami

PREMIO AMICIZIA
- Augusto Mammola - Presidente Pro loco Città di Anzio
 
 

 

 

 

 

 

 

1 commento:

  1. Dopo un'attenta lettura su quanto espresso
    unico commento da parte mia che ho presenziato alla manifestazione
    una piena condivisione.
    Un caro saluto.

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