domenica 14 gennaio 2018


“Pages” di Enzo BALDAZZI - “Pian della Tortilla” di John Steinbeck
 

  

Pian della Tortilla di John Steinbeck (1935)
 
Danny e i suoi amici passano il tempo alla ricerca di vino, cibo e donne: questo sembra essere tutto ciò di cui hanno bisogno nella vita. Il loro motto è “condividere”, il vino in particolare.
La storia, in sostanza, è quella di un giovane uomo il quale, di ritorno dalla Prima Guerra Mondiale, scopre di aver ereditato due case.  Il contesto è situato nel nord della California, dove vive una comunità di Indios disadattati e vagabondi, i paisanos. Fin dall’inizio risulta chiaro quanto Danny abbia una sorta di potere magnetico nell’attirare coloro che amano il suo stesso stile di vita, all’insegna della libertà e senza curarsi del futuro. Con lui cominciano a vivere una serie di persone, Pilon, Pablo e così via. Per ciascuno di loro esiste una sola regola, ovvero che ogni cosa è condivisibile, tranne la stanza da letto di Danny.
Il protagonista potrebbe, grazie all’eredità, liberarsi delle catene in grado di vincolarlo alla sua condizione di nascita. Al contrario, questa sorta di ricchezza lo rende in qualche modo subordinato a un obbligo che lui in persona, con gli amici, tanto disprezzava. È qui il mutamento, la corruzione dalla quale è pervaso Danny, responsabile di alterare la sua amicizia con Pilon: da cavalieri con un codice d’onore condiviso, a singoli individui in lotta per non farsi imprigionare dalle regole della società. Quindi una transizione dall’adolescenza all’età matura.
“…perché la casa di Danny fu simile alla Tavola Rotonda, e gli amici di Danny non furono dissimili dai Cavalieri di quella”…
Il romanzo può risultare acerbo, ma è il primo successo editoriale dello scrittore futuro Premio Nobel per la Letteratura (nel 1962). È l’America degli anni ‘30, quella della grande Depressione: gli elementi cari a Steinbeck ci sono già, dalla crisi economica, alla povertà e alla differenza tra le classi sociali. L’autore ama parlare dei disadattati, dei sofferenti e dei reietti. Solo in apparenza, grazie allo stile narrativo, il contenuto risulta leggero, con una buona dose di ironia: in realtà, però, l’interpretazione dell’amicizia e del dolore sono il vero focus narrativo. Non è una parodia, piuttosto assume i contorni di un’epica. Può nascere confusione, perché sembra essere assente la ricerca di una trama: del resto, anche in questo romanzo Steinbeck racconta la solitudine, e ai più attenti offre una speranza.
Da tenere a mente che lo scrittore, negli anni successivi alla pubblicazione, manifestò più volte il suo profondo disappunto per l’interpretazione di tono ridicolo e razzista che alcuni gli attribuirono nei confronti della comunità dei “paisanos”.
 

John Steinbeck
Pian della Tortilla (Tortilla Flat, 1935)
traduzione Elio Vittorini
Milano, Bompiani, 1993
Collana I grandi tascabili
€ 8,50
 
 

7 commenti:

  1. La gente spesso non capisce o interpreta male quello che legge. Io posso scrivere qualcosa di ironico ma con questo non voglio dire che sto ridicolizando qualcuno. Al massimo sto sdrammatizzando delle situazioni che ci fanno ridere e ridiamo perche ne stiamo commiserando la drammaticità.

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  2. A mio parere lo scrittore descrive uno status sociale, quello dei paisanos, che lui conobbe.Forse le circostanze storiche, o la sua sensibilità, lo portarono a cercare di capire ed avvicinarsi al mondo dei piu' umili della società, poiche' sentiva quel mondo vicino al suo sentire...

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  3. A mio parere lo scrittore descrive uno status sociale, quello dei paisanos, che lui conobbe.Forse le circostanze storiche, o la sua sensibilità, lo portarono a cercare di capire ed avvicinarsi al mondo dei piu' umili della società, poiche' sentiva quel mondo vicino al suo sentire...

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  4. A mio parere lo scrittore descrive uno status sociale, quello dei paisanos, che lui conobbe.Forse le circostanze storiche, o la sua sensibilità, lo portarono a cercare di capire ed avvicinarsi al mondo dei piu' umili della società, poiche' sentiva quel mondo vicino al suo sentire...

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  5. Lo scrittore, trovandosi in una realtà di privilegio nella vita, disprezzando i più poveri e vivendo in modo dissoluto insieme ai suoi amici, si accorge, ad un certo punto, di essere attratto proprio dagli ultimi e ne descrive la storia, perchè riesce ad immedesimarsi nel dolore per la povertà, la solitudine e il disprezzo che la società riversa sui "paisanos" durante la grande Depressione nell'America degli anni '30. E lo fa con leggerezza, con sottile ironia, ma solo per sdrammatizzare gli eventi. Da ciò si denota la sua "grandezza" come Autore, che lo porterà nel '62 a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura.

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  6. Propio cosi. Nello specifico Steinbeck non era incline a farsi influenzare dalle opinioni dei lettori. Nonostante l'acclamato successo.

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  7. Come dimostra la scelta espressiva del titolo italiano : Gente allegra con Spencer Tracy , film del 1942

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